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    "Tir" vince il Festival di Roma: "Storia di nomadi moderni"

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    askanews

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    Roma (askanews) - In giro per le strade d'Europa, chiuso nella cabina del suo tir, Branko, l'attore balcanico Branko Zavrsan ("No man's Land") è diventato un camionista sempre più lontano da tutto e da tutti. E' lui il protagonista di "Tir", nuovo film del regista friulano Alberto Fasulo, che ha tratto ispirazione da una notte in cui si è trovato a fare autostop ed è stato caricato da un uomo di questa "tribù di nomadi moderni": "Nel viaggio con lui mi sono reso conto di essere entrato in un mondo parallelo, nel quale - ha spiegato Fasulo - sono stato totalmente coinvolto, e questa esperienza poi si è tramutata in un desiderio di entrarci con la macchina da presa e raccontarlo". Per il cineasta, la professione di camionista è stata stravolta dalla crisi degli ultimi anni e Branko si trova a lottare per garantire un presente migliore alla sua famiglia. "Branko è stato il ponte che mi ha permesso di collegare la realtà che io ho indagato per 4 anni con il cinema e interpretarlo ed esportarlo", ha aggiunto il regista. "Tir", che dopo la presentazione al Festival del film di Roma uscirà nelle sale in primavera, è una pellicola di respiro internazionale e di ricerca sul campo, con l'attore sloveno che ha preso la patente ed è stato assunto da un'azienda di trasporti. "Siamo tutti un po' camionisti, perché siamo sempre importanti per qualcun altro, e trasportiamo sempre qualcosa da un posto all'altro, che siano emozioni o materie, la vita è fatta di relazioni".