Myanmar, al via una Task Force con l'Unione Europea

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Democrazia e crescita economica: queste le parole chiave della Task force europea appena lanciata in Myanmar. Rafforzare la cooperazione con l’ex Birmania, in termini di sviluppo economico, e sostenere il processo di transizione democratico del Paese è tra gli obiettivi illustrati nella tre giorni che si è conclusa questo venerdì.

“Voglio incoraggiare investimenti esteri responsabili, giusti, che vadano a vantaggio di tutti, a favore di uno sviluppo economico fondato sullo sviluppo sociale e politico del Paese” ha detto la Nobel per la Pace e leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi. Un concetto ribadito anche da Catherine Ashton, l’alta rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera ha guidato una delegazione di rappresentanti della comunità politica ed economica europea in Myanmar. “Gli imprenditori europei conoscono molto bene il percorso nazionale che deve essere fatto da un Paese che passa dall’oppressione alla libertà e vogliono sostenerlo in questa transizione.”

Nel corso dell’ultimo giorno di visita della delegazione europea, il Myanmar ha annunciato la liberazione di 69 prigionieri politici. Il Paese ha promesso l’amnestia per tutti i detenuti per ragioni politiche entro la fine dell’anno. Una questione sulla quale vigilia Bruxelles come spiega l’inviata di Euronews in Myanmar: “L’Unione europea è qui per rafforzare la cooperazione e incoraggiare il processo democratico. Ma visita ha anche l’obiettivo di mostrare la preoccupazione per le violenze inter-etniche e gli arresti degli attivisti per i diritti umani.’‘

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