Eurogruppo, sul tavolo i salvataggi di Grecia, Irlanda e banche spagnole

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Nuove divergenze tra l’Europa e la Grecia sulle misure necessarie per colmare il buco da un miliardo e mezzo di euro di cui Atene ha bisogno per il bilancio del 2014.

La questione era all’ordine del giorno dei ministri delle finanze della zona euro a Bruxelles.

“Mi aspetto una discussione costruttiva. Nessuno può negare gli enormi progressi raggiunti dalla Grecia”, ha affermato il ministro delle Finanze greco Yannis Stournaras.

Il governo di Atene ha respinto le ipotesi di nuovi aumenti delle tasse e tagli alle pensioni, ma è rimasta aperta alla necessità di tagli alla spesa mirati. Il governo di coalizione afferma di meritare una certa flessibiltà dopo aver fatto gli sforzi maggiori nella zona euro.

“È braccio di ferro tra la Grecia e i rappresentanti delle istituzioni europee”, spiega l’inviata di Euronews alla riunione dell’Eurogruppo. “La parte greca utilizza come arma nei negoziati l’avanzo primario e afferma che il paese non puo’ sopportare nuovi pesanti tagli”.

Le buone notizie arrivano da Stati come la Spagna e l’Irlanda, che presto usciranno dal programma di aiuti europei.

“Il governo irlandese ha deciso che metterà fine al programma di salvataggio il 15 dicembre”, ha sottolineato il ministro delle Finanze tedesco Wolfang Schauble.

“Questo significa che la nostra politica per la stabilizzazione e la difesa della moneta unica ha funzionato. Anche la Spagna concluderà il suo programma alla fine dell’anno”, conclude.

I lavori dei ministri delle finanze continueranno questo venerdi a Bruxelles per approfondire l’architettura della futura unione bancaria.

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