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    Attivisti Greenpeace trasferiti a San Pietroburgo

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    Dalla remota Murmansk, nell’estremo nord russo, alla splendida San Pietroburgo. Ma per i 30 attivisti di Greenpace non si è trattato di un premio, vista la destinazione finale: uno dei penitenziari più vecchi e malandati della Russia.

    Motivi giurisdizionali alla base del trasferimento, che però mette in apprensione i colleghi dei militanti ecologisti, come spiega Mikhail Kreindlin, di Greenpeace Russia:

    “Siamo preoccupati per le condizioni dei nostri attivisti. È improbabile che vengano messi in celle in cui rimangano per conto loro. Potrebbero finire con altri detenuti”.

    I 30, tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro, sono stati arrestati il 18 settembre, a seguito di questo assalto compiuto a una piattaforma della Gazprom, situata nell’artico.

    La cattura avvenne con un blitz compiuto a bordo della nave di Greenpeace Arctic Sunrise.

    L’accusa nei loro confronti è stata derubricata due volte: prima da terrorismo a pirateria, poi da pirateria a vandalismo. Anche per quest’ultima, però, rischiano fino a 7 anni di galera.