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    Bankitalia e Moody's ottimiste su ripresa, ma le tasse pesano. Per l'agenzia di rating la recessione finirà nel 2014

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    askanews

    per askanews

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    Milano (TMNews) - Un giorno la ripresa è vicina, il giorno dopo si allontana di mesi o anni. Il futuro economico dell'Italia sembra sempre più difficile da decifrare, incertezza che traspare dai dati e dalle previsioni spesso contraddittorie. Secondo Bankitalia questa difficoltà è dovuta al fatto che alcuni dati macro molto importanti come la produzione industriale, gli ordini e i consumi ancora non svelano una ripresa che invece ci sarà e va ricercata in alcuni "segnali qualitativi del miglioramento macroeconomico". Una visione positiva che concorda con le stime dell'agenzia di rating Moody's secondo cui l'Italia nel 2014 tornerà a crescere dopo due anni di recessione, con il Pil che salirà fra lo 0 e l'1%.Per ora fra segnali di ripresa più o meno convincenti l'unica cosa certa è che le tasse continuano a pesare sulle famiglie italiane: secondo i conti fatti dai Centri di assistenza fiscali della Cisl nel periodo 2007-2012 il reddito degli italiani è sceso del 5,7% proprio a causa del peso delle tasse.