I faraoni visti con i Google Glass: accade all'Egizio di Torino. La realtà aumentata per tradurre le opere nella lingua dei segni

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Torino (TMNews) - Ramses II debutta sui Google Glass. Succede a Torino, al Museo Egizio dov'è stata presentata GoogleGlass4Lis, una soluzione che permetterà anche ai non udenti, attraverso un avatar che descrive le opere in lingua dei segni, di conoscere le meraviglie del museo piemontese. Si tratta della prima sperimentazione totalmente "Made in Italy" degli occhiali a realtà aumentata di Google, messa a punto dalla torinese "Roviko". Il fondatore, Valerio Saffirio."Siamo stati selezionati, evidentemente la nostra idea gli è piaciuta. Ci hanno assegnato un paio di Google Glass che abbiamo pagato, 1.500 dollari, abbiamo firmato un accordo e siamo diventati esploratori. Cosa vuol dire? Possiamo agire sui Google Glass, creare delle applicazioni e farne un nostro business".L'applicazione ha un'importante utilità sociale. Indossando i Google Glass - che potranno avere anche lenti graduate - i non udenti potranno vedere sul display integrato un personaggio virtuale che, in lingua italiana dei segni, descrive i reperti osservati attraverso le lenti.Evelina Christillin, presidente del Museo torinese."Questo progetto ci è stato presentato qualche mese fa e pur non essendo io un'esperta di tecnologia ho pensato che fosse un'occaisone straiordinaria".Il primo reperto virtualizzato è stato proprio la statua di Rameses II, scultura simbolo del museo torinese.

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