Iran, i cittadini tra delusione e critiche

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Per le strade di Teheran si respira la delusione per l’accordo sfumato. In tanti speravano avrebbe rappresentato la fine delle sanzioni, che stanno mettendo in ginocchio l’economia del Paese. Chi parla è pronto a difendere a spada tratta le posizioni del regime:

“Si sono tutti precipitati a Ginevra, improvvisamente e velocemente. Di sicuro avevano un accordo sottobanco con Israele, che li ha spinti ad andarci, penso che Israele ha percepito, che stava succedendo qualcosa che poteva nuocergli”, afferma un residente della capitale, un altro gli fa eco: “Un giorno raggiungeranno un accordo quando realizzeranno che stanno perdendo qualcosa, dovrebbero avere già capito che loro hanno perso più di noi negli ultimi 30 anni. In ogni caso abbiamo già acquisito il nostro diritto all’arricchimento dell’uranio, nonostante l’Occidente”.

Una opinione in linea con quanto affermato dal presidente iraniano Hassan Rohani, che considera l’arricchimento dell’uranio la linea rossa da non oltrepassare, malgrado l’embargo che negli ultimi due anni ha ridotto i proventi petroliferi, vera linfa per le casse pubbliche, del 60%.

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