Haiyan lascia le Filippine con almeno diecimila morti, e dirige sul Vietnam

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È un disastro di proporzioni mai viste prima, nelle Filippine: il tifone Haiyan, il più potente che si sia mai abbattuto sulla terraferma, ha lasciato dietro di sé intere città devastate e migliaia di morti.

Una stima del governo, per la sola provincia di Leyte, parla di almeno diecimila morti. Da altre province mancano completamente le comunicazioni.

Il capoluogo di Leyte è Tacloban, una città da 220.000 abitanti: ora ne resta ben poco.

Coinvolte, in termini di perdite umane o materiali, circa quattro milioni di persone: di queste, quasi la metà sono bambini e ragazzi.

Un alto funzionario delle Nazioni Unite nella regione ha detto di aver visto solo una volta una devastazione simile: nel 2004, in occasione dello tsunami che causò decine di migliaia di morti sulle coste dell’Oceano Indiano.

In queste ore la perturbazione raggiunge il Vietnam centrale: circa 170.000 soldati lavorano insieme ai volontari per disporre sacchi di sabbia lungo gli argini e mettere pesi sui tetti nel tentativo di impedire che vengano strappati dalla forza del vento, che nelle Filippine ha toccato punte di oltre trecento chilometri all’ora. Centinaia di migliaia di persone sono state evacuate dalle zone costiere, i rifugi sono già sovraffollati.

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