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    Tagikistan, OSCE boccia come non democratica la vittoria di Rakhmon

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    Elezioni pacifiche, ma non democratiche, hanno riconfermato alla guida del Tagikistan il presidente uscente, Imomali Rakhmon, con oltre l’83% dei voti. E’ una bocciatura senza appello quella che viene dagli osservatori dell’OSCE.

    Secondo l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, non c‘è stato pluralismo: di fatto gli elettori non avevano scelta, dal momento che l’unica credibile avversaria politica di Rakhmon non aveva ottenuto le 210mila firme necessarie per partecipare allo scrutinio.

    Il Tagikistan è la più povera tra le ex repubbliche sovietiche, tanto è vero che la sua economia è alimentata in gran parte dalle rimesse dei lavoratori emigrati in Russia. Ormai rassegnati a un nuovo settennato di Rakhmon, al potere dal 1992, gli elettori sperano in un miglioramento della situazione economica del paese, che ha in Mosca il suo nume tutelare.