Il direttore artistico del Bolshoi testimonia per la prima volta in aula

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Ha affrontato per la prima volta in aula i presunti aggressori Sergei Filin, raccontando altri dettagli dello scandalo senza precedenti nel tempio della danza classica russa. Il direttore artistico del Bolshoi ha testimoniato davanti ai giudici al processo contro i tre imputati accusati dell’aggressione con l’acido di cui è rimasto vittima lo scorso 17 gennaio.

“Credo che sia necessario valutare tutto ciò che è stato detto da Filin – ha detto l’avvocato della difesa Sergei Kadyrov -. Ha detto parecchie cose non riportate nelle precedenti testimonianze, fatti finora sconosciuti. Ho bisogno di valutare queste informazioni”.

Accompagnato da un medico, in tribunale Filin si è presentato con gli occhiali scuri che indossa da quando è stato aggredito. Ha detto di non essere in grado di riconoscere l’aggressore, così come ha affermato di non poter perdonare chi lo ha quasi accecato. Sposato con figli, Filin, 43 anni, in aula si è difeso dai pettegolezzi su presunte relazioni extraconiugali con ballerine del Bolshoi, svelando altri particolari delle rivalità, dei conflitti interni al prestigioso corpo di ballo.

Filin è tornato al lavoro a fine settembre. Ha chiesto un risarcimento di otre ottantamila euro per danni morali e materiali. I tre accusati rischiano fino a dodici anni di carcere per lesioni volontarie premeditate.

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