Advertising Console

    Parata 7 novembre consacra Zar Putin, ineffabile restauratore. Con Anna Shatilova, il volto migliore dell'Urss torna in auge

    Riposta
    askanews

    per askanews

    1,1K
    27 visualizzazioni
    Mosca (TMNews) - L'Unione Sovietica di ieri, la Russia di oggi. Queste immagini dalla Piazza Rossa, in esclusiva, delle prove della parata del 7 novembre raccontano meglio di qualsiasi esperto cosa è rimasto e cosa il presidente Vladimir Putin ha voluto conservare di un passato considerato scomodo per tutti gli anni 90. Per alcuni una riconciliazione con la storia sovietica, per altri una riabilitazione del periodo staliniano, di sicuro un modo per tenere unite le molte anime di un Paese fin troppo grande. Ma un trait d'union può essere anche un volto noto come quello di Anna Shatilova, presentatrice del tg sovietico e delle parate da 35 anni, simbolo sacro, amata dai russi, memoria storica del Paese."Con Gorbaciov ero, si può dire, in confidenza - racconta - Ancora di più con la moglie Raissa. Lei mi chiedeva sempre ricette per salvare la voce di suo marito. Io le prescrivevo medicine omeopatiche perché Gorbaciov, come me, doveva parlare tanto. E lui era molto riconoscente. Ma anche con Putin siamo in ottimi rapporti. Quando mi consegnò la prima onorificenza, cenammo uno accanto all'altra".E forse non è un caso che ad affiancare la Shatilova alle parate sia oggi Evgenij Khoroshevtzev, il diktor di Putin, che in base al cerimoniale deve annunciare il presidente ogni volta che entra in una stanza, uomo che raramente si concede alla stampa. "La parata del 7 novembre, per come è concepita oggi, ricorda il 1941, quando i nazisti erano alle porte di Mosca, mentre faceva un freddo terribile, -30 gradi, i reggimenti (sovietici) che dovevano partire per il fronte, per difendere la capitale, sfilarono proprio qua e poi andarono a combattere. Dopo la Perestrojka, la parata venne sospesa, dodici anni fa si riprese la tradizione. Soprattutto per quella generazione che non ha mai visto la guerra. Per ricordare quel freddo inverno del 1941".