Milano vuole riaprire i Navigli coperti, un sogno da 150 mln. Il 70% dei costi sarebbero coperti dalla costruzione di box auto

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Milano (TMNews) - I lavori legati all'Expo 2015, sotto gli occhi attenti di pensionati e curiosi, stanno già restituendo dignità alla Darsena di Milano, il vecchio porto abbandonato da decenni. Ma in città c'è anche chi sogna in grande, progettando addirittura la riapertura della Cerchia dei Navigli, un'anello d'acqua di otto chilometri che fino agli anni Trenta scorreva a pochi passi dal Duomo. Oggi ne restano tracce solo nei nomi di viali intasati dalle auto che sembrano autostrade, ma sotto l'asfalto, ci sono ancora i vecchi canali medioevali. E portarli alla luce, stima l'ingegnere Giuseppe Villoresi dell'associazione Riaprire i Navigli, non costerebbe più di 150 milioni di euro: "Possono agevolmente essere recuperati per il 70% dalla costruzione di opere accessorie, cinquemila posti auto lungo il percorso per togliere dalle strade cinquemila macchine. E' fattibilissimo perché a certe condizioni la capacità di realizzazione degli imprenditori lombardi e milanesi nonché dell'ingegneria locale è enorme, a condizione di avere tempi certi". La stima dei costi forse è un po' ottimistica, ma per Empio Malara, presidente dell'associazione Amici dei Navigli, non è tanto una questione economica: "La condizione fondamentale è che sia effettivamente un rilancio della risorsa Navigli, questa non è un'operazione nostalgica per tornare al passato". Il Comune intanto ha commissionato al Politecnico uno studio di fattibilità, prima risposta al referendum consultivo del 2011 nel quale i milanesi hanno chiesto in massa, tra l'altro, proprio la riapertura dei Navigli.

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