L'ex presidente pakistano Parvez Musharraf liberato su cauzione

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2000 dollari, questa la cifra quantificata dal tribunale di Islamabad per liberare Musharraf accusato in relazione all’assalto condotto nel 2007 alla Lal Masjid e alla Jamia Hafsa, la madrasa femminile della moschea Rossa, che provocò decine di morti.

La difesa non vuole nemmeno sentir parlare di rischio di fuga per l’ex uomo forte del regime pakistano, convinta che Musharraf sarà totalmente scagionato.

Con la sentenza odierna ottiene la libertà su cauzione per tutti i casi giudiziari in cui è imputato, compreso quello per l’assassinio della statista Benazir Bhutto.

Infuriata l’accusa: “Abbiamo fornito le prove, ma il tribunale ci ha dato torto. Faremo appello alla corte suprema”.

Nelle scorse settimane a Musharraf era stata concessa la libertà condizionale per l’uccisione del leader separatista della provincia sud occidentale del Baluchistan Akbar Khan Bugti, nel 2006.

Tornato in Pakistan nel marzo 2013 dopo quattro anni in esilio fra Dubai e Londra, Musharraf si trova coinvolto anche in due altri processi, quello per l’esautorazione dei giudici della Corte suprema durante le leggi di emergenza da lui imposte nel 2007 e, appunto, quello per complicità nell’assassinio della ex premier pachistana, Benazir Bhutto.

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