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    Il raid statunitense contro il leader dei taleban scatena l'ira del Pakistan

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    L’uccisione di Hakimullah Mehsud incrina le relazioni tra Stati Uniti e Pakistan, oltre a fare gridare alla vendetta i taleban. Il raid del drone americano che ha ucciso il leader pakistano dei ribelli suscita l’ira di Islamabad, che accusa Washington di avere violato l’intergrità territoriale del Pakistan e, soprattutto, di avere messo a repentaglio i colloqui di pace con i taleban, secondo il premier Nawaz Sharif già iniziati.

    Nel corso di una conferenza stampa, il ministro dell’Interno Chaudry Nisal Ali Khan ha detto: “Il governo del Pakistan non considera questo attacco con drone come un attacco a un individuo, ma come un attacco al processo di pace. Le relazioni tra il Pakistan e gli Stati Uniti dovranno essere riviste”.

    I taleban intanto scelgono il nuovo leader, non senza profonde divisioni. Secondo alcune fonti sarebbe stato eletto Khan Said, numero due, e rivale di Mehsud. Ma le notizie sono contrastanti. Di certo c‘è la promessa di rappresaglia da parte dei ribelli, che annunciano un kamikaze per ogni goccia di sangue di Mehsud.

    Dal canto suo Islamabad ipotizza di bloccare le linee di rifornimento per le truppe Nato in Afghanistan, in risposta all’attacco statunitense. Le forze di sicurezza pakistane sono in stato di massima allerta, a iniziare da Peshawar, città vicino al confine afghano.