Al-Maliki chiede a Obama più mezzi militari contro al-Qaida

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L’Iraq chiede agli Stati Uniti più mezzi per combattere al-Qaida. Quello di ottobre è stato il mese con il maggior numero di morti degli ultimi anni in Iraq, e in un incontro di due ore alla Casa Bianca, Nuri al Maliki ha discusso della situazione nel Paese e nella regione con Barack Obama.

Il presidente al premier iracheno ha garantito sostegno, senza però impegnarsi su maggiori aiuti militari: “L’Iraq ha compiuto passi significativi in ambiti quali la produzione del petrolio e sono state adottate altre riforme – ha detto -. Sfortunatamente al-Qaida è stata più attiva di recente. Abbiamo discusso parecchio su come possiamo lavorare insieme”.

Nella prima visita da due anni negli Stati Uniti, al-Maliki ha incontrato altri leader per cercare sostegno, ma ha incontrato anche ostacoli. Al-Maliki deve rispondere a quei membri del Congresso che – prima di sbloccare altri aiuti – vogliono cambiamenti da un governo sospettato di fomentare l’instabilità reprimendo le minoranze sunnita e curda.

Un gruppo di manifestanti di origine iraniana, poi, ha manifestato a Washington per chiedere risposte sull’uccisione a inizio settembre a Camp Ashraf, vicino a Baghdad, di una cinquantina di dissidenti dei Mujaheddin del Popolo. Dissidenti non più benvenuti nell’Iraq governato da una maggioranza sciita più allineata a Teheran.

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