Combattere la discriminazione contro i Rom

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Galatée, Parigi: “Espulsioni, discriminazione, segregazione nelle scuole… Perché la Commissione europea non apre un numero maggiore di procedure di infrazione contro gli stati membri che non rispettano i diritti dei Rom?”

Nele Meyer, Amnesty International, esperto in diritti sociali, economici e culturali: “Non c‘è alcun motivo legale per cui la Commissione europea non apre procedure di infrazione. Quando le norme sono violate, la Commissione può aprire procedure come queste, e nei casi citati nella domanda, siamo in presenza di un’evidente infrazione della direttiva sull’eguaglianza razziale.

“Questa direttiva impedisce qualunque forma di discriminazione su base razziale nell’ambito della prestazione di servizi sociali, come abitazioni e istruzione. Il problema è la discrezionalità, vale a dire che la Commissione può decidere quando aprire una procedura di infrazione e quando invece non farlo.

“Di recente, la Commissione ha fatto presente che, nonostante le capacità di intervento limitate di cui dispone, aprirà delle procedure di infrazione ogni volta che verranno documentate violazioni sistematiche.

“Associazioni come Amnesty International, ma anche altre come il Centro europeo per i diritti dei Rom, o come la Open Society Foundation, hanno fornito prove sufficenti di discriminazioni sistematiche. Amnesty International, ad esempio, ha documentato casi di segregazione abitativa in Italia e di segregazione scolastica nella Repubblica ceca, fornendone tutti gli estremi alla Commissione europea. Ma è da oltre un anno che stiamo aspettando qualche tipo di reazione.

“In realtà, la Commissione europea dovrebbe prendere posizione, dovrebbe minacciare gli stati membri ventilando procedure di infrazione e anche aprirle quando è il caso. Quando ci sono espulsioni sistematiche, come avviene in Italia, si apra una procedura di infrazione! E’ un mezzo efficace che non è mai stato utilizzato”.

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