Sculture di schiuma. Dal Giappone il Bernini del cappuccino

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Una macchina del caffé come scalpello. E’ l’originale strumento di questo novello Bernini, che in Giappone si è guadagnato la fama grazie alle sue sculture in schiuma di cappuccino.

Sgrossata la materia grezza, Kohei Matsuno passa ai ritocchi e definisce i dettagli con precisione chirurgica e gocce di cioccolato.

Ingredienti principali fantasia ma anche velocità.

“Se la schiuma si sgonfia – spiega – diventa impossibile definire i dettagli. Si tratta insomma di sculture che devono arrendersi alla gravità”.

L’ispirazione per le sue “opere in tazza” gli viene direttamente servita dal caso, al bancone dei bar dove porta la sua arte itinerante. Modelli talvolta a quattro zampe, che fanno già sognare Kohei di vincere un campionato che ancora non c‘è.

“Esistono già competizioni in cui ci si sfida disegnando cuori o trifogli nella schiuma – dice -. Certo se ne istituissero uno per opere in tre dimensioni come le mie finirei per vincerlo”.

Nell’attesa, Kohei è intanto alle prese con un rompicapo: quello del controsenso intrinseco ad opere d’arte, condannate dalla loro stessa materia a durare lo spazio di un attimo.

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