Ostaggi liberati in Niger, "la Francia non paga alcun riscatto"

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Sono a casa i quattro tecnici francesi rilasciati in Niger dopo essere rimasti in ostaggio di al-Qaeda nel Maghreb Islamico per oltre tre anni.

Sono stati accolti all’aeroporto militare di Parigi dal presidente François Hollande.

I quattro dipendenti della multinazionale transalpina Areva sono apparsi in buone condizioni di salute. Erano tati catturati dai miliziani jihadisti nel settembre 2010 ad Arlit, cittadina mineraria situata nel nord del Paese africano, in pieno deserto.

Ai negoziati hanno contribuito il presidente nigerino Mohamadou Issoufou, che Hollande ha voluto ringraziare direttamente, e un ex capo guerrigliero tuareg, Mohamed Akotey, adesso dirigente di alto rango del colosso nucleare ‘Areva’.

Secondo quanto rivela il quotidiano Le Monde, che riporta fonti vicine ai negoziatori nigerini, Parigi avrebbe pagato un riscatto di almeno 20 milioni di euro. Il denaro sarebbe stato prelevato dai fondi segreti
assegnati ai servizi di intelligence. Circostanza negata dal ministro degli Esteri, Laurent Fabius.

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