Madagascar alle urne per uscire dalla crisi economica e politica. Prime elezioni presidenziali dopo il colpo di Stato del 2009

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Antananarivo (TMNews) - Il Madagascar alle urne per voltare pagina. Il risultato delle elezioni presidenziali è atteso dai malgasci come un segnale per uscire dalla gravissima crisi politico-economica innescata dal colpo di Stato del 2009 che portò alla destituzione del presidente Marc Ravalomanana. Da quel momento la comunità internazionale ha messo al bando il Paese, aggravando una situazione di drammatica difficoltà sociale.Quasi 8 milioni di elettori sono chiamati alle urne per scegliere tra 33 candidati. In mancanza di sondaggi, è difficile avanzare pronostici ma gli osservatori si aspettando un secondo turno di ballottaggio, previsto il 20 dicembre prossimo, in concomitanza con le elezioni legislative. Sperando che non sia troppo tardi.Secondo la Banca mondiale, la crescita del Madagascar è stata nulla dal 2009 al 2013 mentre aveva segnato una media del 5% prima della crisi. La crescita demografica continua senza pause, il reddito pro capite è precipitato ai livelli del 2001 e oltre il 92% dei malgasci vive con meno di due dollari al giorno. Ma anche altri indici lanciano ombre inquietanti sul futuro del paese. Più della metà dei bambini, infatti, patiscono ritardi di crescita, come conseguenza diretta di una cronica malnutrizione.(Immagini Afp)

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