L'élite mondiale dei produttori di vino sceglie la Cina. Produzione "in loco" a Penglai per Rothschild e Lvmh

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Penglai (TMNews) - Siamo abituati a considerare i cinesi abili "taroccatori", capaci di falsificare praticamente di tutto, soprattutto le griffe e i prodotti occidentali più popolari. Questa volta però è accaduto il contrario. I maggiori produttori mondiali di vino: i Baroni di Rothschild e il colosso del lusso Lvmh, produttore dello champagne Moet et Chandon hanno scelto la regione collinare cinese di Penglai, nella Provincia di Shandong, per piantare i propri vitigni e produrre direttamente "in loco" il vino destinato al mercato asiatico."Le condizioni meteo e le proprietà del terreno - spiega Olivier Richaud, manager del progetto per conto della Rothschild - sono diversi dai vigneti che possediamo in Francia o anche in Argentina e Cile. Però non abbiamo una visione a breve termine e vogliamo dimostrare ai cinesi che non siamo interessati al loro mercato solo per vendere i vini di Bordeaux ma anche per produrre del buon vino qui, in Cina".Le società prevedono un incremento delle vendite sul mercato cinese di almeno il 40% entro il 2016. Un crescente interesse c'è già ora anche nei confronti dei produttori locali come Chateau Changuy, il più importante della Cina la cui tenuta, vicino Pechino, comprende hotel, ristoranti e anche un museo."I turisti che vengono qui - spiega la direttrice - hanno l'impressione di essere arrivati in una città straniera. E possono scoprire un vero vigneto senza lascisre il Paese".Per le aziende straniere il pericolo principale, da queste parti, resta la contraffazione. Prima che inizi la produzione, si sono già viste in circolazione bottiglie di Rothschild "Made in China".

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