Addio al regista Carlo Lizzani, in Campidoglio l'omaggio laico di amici e parenti

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Una Sala della Protomoteca gremita in Campidoglio per rendere omaggio al regista Carlo Lizzani, suicidatosi lo scorso 5 ottobre a Roma. Qui è stata allestita la camera ardente aperta da questa mattina alle 11 che chiuderà alle 19 di questa sera. A prendere parte alla commemorazione laica organizzata questo pomeriggio a Palazzo Senatorio, oltre ai figli Francesco e Flaminia, e ai tanti amici e cittadini, anche Walter Veltroni, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, diversi volti noti come: Maurizio Scaparro, Luigi Magni, Ida Di Benedetto, i fratelli Taviani, Carla Fracci, Ettore Scola. "C'era una volta un re malato di malinconia: diceva di avere già i piedi nella fossa, scongiurava di salvarlo e prometteva metà del suo regno a chi gli avesse portato sorrisi e felicità...". Così, con la lettura della favola "La camicia della felicita'" di Tolstoj, il figlio Francesco ha salutato il padre Carlo. "Mio padre - ha detto il figlio - è stato un vero uomo politico. Non di professione ma in quanto uomo e un documentarista che ha usato il cinema per vivere nel mondo con gli altri. E oggi siamo qui con un funerale laico che sia inclusivo così come avrebbe voluto lui". "E' molto difficile trovare le parole giuste soprattutto per una persona come me che non ha avuto la fortuna di frequentare Lizzani - ha detto Marino - Carlo Lizzani è stato uno di quei cineasti del dopoguerra, che aveva lavorato per decenni alla rinascita del mondo cinematografico italiano. La sua creazione artistica è sempre stata radicata nella realtà e nei travagli della nostra Italia. Coraggio e passione che lo avevano animato e sostenuto nella battaglia per la liberazione d’Italia dal nazifascismo, nei valori della Resistenza. È da questi valori profondi che Carlo Lizzani ha tratto l’ispirazione per le più belle opere cinematografiche della sua vita. Roma oggi è con lui e con la sua famiglia". "Voglio ricordare le parole di mia madre, compagna di vita - ha concluso il figlio del regista - 'Rimanere nel cuore di chi ci ha amato vuol dire non morire mai'".

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