Editori in crisi: "Cambiano i governi, ma i problemi restano". Appello da Francoforte: il digitale non è la panacea dei mali

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Francoforte (TMNews) - La crisi dell'editoria italiana è un fatto conclamato, ma la politica tarda a rispondere. Dalla Buchmesse di Francoforte il presidente dell'Associazione italiana editori, Marco Polillo, denuncia la sostanziale inazione delle istituzioni."Qui - ci ha detto - siamo nel 2013 a Francoforte, è la trentesima volta che vengo, la quinta come presidente dell'Aie e devo dire che ho visto passare davanti a me una serie di ministri della Cultura, mi sembra quattro addirittura, e però i problemi di cui parliamo rimangono sempre gli stessi".Problemi che hanno aspetti molto concreti, come per esempio la tutela del diritto d'autore, le regole fiscali per le aziende che hanno sede all'estero - un solo nome: Amazon - e il rapporto con il digitale, che non è, secondo l'Aie, la panacea di tutti i mali, soprattutto perché i suoi volumi sono ancora molto ridotti e, anzi, presenta criticità evidenti.Bisogna pensare - ha aggiunto Polillo - che il digitale sconta un'Iva del 22% contro l'Iva del 4% dei libri. lo stesso prodotto ha 18 punti di differenza. E 18 punti, che sono tutti a carico dell'editore, sono tantissimi".A fronte di questa situazione, l'appello degli editori è ancora una volta quello di passare dalle parole ai fatti. Ma la sensazione è che, dopo aver ripetuto le stesse cose per un altro anno, ci possa essere un po' di stanchezza.

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