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    L'India di Choudhury, una Paese da raccontare per frammenti. A Ferrara l'incontro con lo scrittore e saggista indiano

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    askanews

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    Ferrara (TMNews) - L'India è una nazione-continente che raccoglie migliaia di volti e di storie e di cui ogni ritratto può solo ambire a essere parziale. Ma cercare un'unica interpretazione, secondo lo scrittore e saggista indiano Chandrahas Choudhury, non è necessario, soprattutto in campo letterario. "Gli scrittori e i lettori - ci ha detto - si devono trovare e parlare dell'India che conoscono personalmente, perché non siamo sempre obbligati a creare un grande ritratto".In quest'ottica, anche il compito dello scrittore viene inteso da Choudhury in modo piuttosto originale. "Il ruolo degli scrittori - ha aggiunto - dovrebbe essere quello di mettere in discussione quelle verità che ci vendono, ma che in realtà non sembrano essere molto accurate, che possono essere slogan come India Shining, oppure il vestire all'occidentale. Ma anche di parlare del proprio mondo individuale, perché alla fine del giorno le verità che conosciamo meglio sono quelle che riguardano noi stessi".Intervenuto al Festival di Internazionale a Ferrara, lo scrittore indiano ha ribadito il fastidio di una intera generazione di giovani intellettuali del Subcontinente nei confronti di slogan, come il già citato India Shining, ma questo non significa che il ritratto che traccia del suo Paese sia per forza negativo. "Ci sono molte cose meravigliose in India oggi - ha concluso Choudhoury - e queste le possiamo chiamare le piccole India Shining di ognuno di noi".