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    Myanmar, i templi di Bagan dinanzi alla sfida della modernità. Sotto accusa i restauri poco scrupolosi del regime militare

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    askanews

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    Milano (TMNews) - I templi di Bagan si rincorrono sull'orizzonte. Eretti tra l'XI e il XIII secolo quando Bagan era una delle città più importanti del mondo sono oltre tremila, disseminati in questa pianura centrale del Myanmar e rendono il complesso uno dei luoghi più sacri e visitati del paese. Alcuni hanno retto alla sfida del tempo, altri sono stati ricostruiti dopo il devastante terremoto del 1975. E proprio questi sembrano essere stati restaurati con poca attenzione rispetto all'originale.Pierre Pichard venne inviato dall'Unesco dopo il sisma del'75 ed è ritornato l'anno scorso dopo 20 anni di assenza."Sapevo che c'erano state molte ricostruzioni che possono essere oggetto di critiche severe, ricostruzioni di templi nuovi di zecca negli ultimi dieci anni. Ma me lo aspettavo".A metà degli anni '90, infatti, il regime militare birmano espulse tutti i consulenti stranieri da Bagan per cominicare un gigantesco progetto di ristrutturazioni e così duemila templi sono stati completamente o parzialmente ricostruiti. Spesso con una fantasia degna di Disneyland, accusano i critici. Come spiega U Kyain, curatore di un'importante e antica pagoda."Il mondo può notare che siamo noi stessi a distruggere le forme originali dei monumenti antichi ma come buddista birmano ritengo questi restauri senza armonia e del tutto irrispettosi nei confronti della religione".Il governo birmano chiede che l'Unesco conceda al complesso di Bagan lo status di patrimonio mondiale ma molti esperti non sono disposti a concedere un premio di tale portata ai restauri grossolani che sono stati realizzati negli ultimi decenni.(Immagini Afp)