Shutdown Usa: la giornata di Natasha lavoratore "non essenziale". La paralisi degli uffici federali a causa dello shutdown

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Washington, D.C. (TMNews) - Come ogni giorno, ci si sveglia presto in questa casa di Washington, D.C. Ma è un giorno speciale per Natasha Rozier, impiegata all'Istituto federale di demografia. Prepara la sua bambina di 5 anni per portarla in macchina a scuola. Per la sua bambina, Natasha è essenziale. Per il governo federale degli Stati Uniti invece no.Natasha è una degli 800mila impiegati del governo considerati "non essenziali" e che sono stati messi in ferie forzate senza stipendio a causa dello shutdown, la paralisi di alcune attività federali dovuta al mancato accordo al Congresso sul voto della legge di bilancio. Arrivando al lavoro, Natasha riceve la comunicazione ufficiale: da oggi è ufficialmente a spasso, la "walk of shame" dei disoccupati Usa.Natasha non è sola. "Sono venuta qui per andare al lavoro e non me l'hanno permesso. Non sono essenziale... Nessuno di noi lo è... Non mi resta che la "walk of shame".Gli impiegati federali se ne vanno a frotte mentre i sindacati protestano contro il governo che a loro avviso li ha traditi. "Paghiamo le tasse e ci aspettiamo di andare a lavorare come tutti gli altri. Ma oggi non possiamo farlo".In segno di protesta contro lo shutdown che sta causando la chiusura anche dei parchi nazionali e dei monumenti storici degli Stati Uniti, 92 ex combattenti del Mississippi hanno raggiunto il monumento dedicato ai caduti della Seconda guerra mondiale di Washington e sono riusciti a fare irruzione all'interno. In attesa che finisca il braccio di ferro tra democratici e repubblicani.

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