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    Siria, i cristiani protetti dai ribelli nell'ostello di Aleppo. Gli anziani del "S. Elia" pregano per la fine della guerra

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    askanews

    per askanews

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    Aleppo (TMNews) - La guerra civile scoppiata nel 2011 in Siria vede contrapposti militari lealisti e ribelli ostili al regime del presidente Bashar al-Assad. Tra questi, ci sono fazioni più sanguinarie di islamisti radicali e miliziani legati alla rete terrostica Al Qaeda. Un caos per nulla rassicurante per le minoranze religiose, come i cristiani che ad Aleppo, nella Siria nord-occidentale, fino a qualche anno fa, rappresentavano circa il 30% della popolazione. Sei di loro, oggi, sono ospiti dell'ostello cristiano di Sant'Elia; a prendersene cura proprio un gruppo di ribelli anti-Assad."Se una persona, cristiano o musulmano che sia, crede in Dio - spiega Michael - nessuno gli farà mai del male, neanche Al Qaeda. I terroristi sono contro coloro che non credono in Dio, se invece credi ti lasciano in pace"."Gli jihadisti non ci disturbano - aggiunge Sarb - ci salutiamo quando arrivano e poi nulla di più. A parte questo non ho mai visto nulla di cattivo né di buono da loro"."Ognuno ha la sua opinione - conclude Michael - c'è chi è contro Bashar al-Assad e chi sta con lui. Non possiamo andare a chiedere alla gente il perché delle loro scelte perché sono opinioni private".L'ostello cristiano di sant'Elia è stato fondato nel 1863 e da allora ospita i cittadini più poveri della città di Aleppo. Oggi, ogni giorno tra le sue mura riecheggiano i suoni della guerra e i suoi ospiti pregano che tutto possa finire presto e che si possa tornare a una pacifica convivenza tra cristiani e musulmani.(Immagini Afp)