Contro crisi americani si riscoprono inventori nei Makerspace. Associazioni con laboratori attrezzati per creativi disoccupati

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Milano (TMNews) - Dopo aver spazzato via i campioni della rivoluzione industriale di inizio secolo, l'industria dell'auto e quella siderurgica, mettendo in ginocchio intere Stati come il Michigan e città come Detroit, lo tsunami della crisi negli Stati Uniti si è abbattuto anche sul settore dell'informatica, cancellando campioni quali Kodak, Xerox, Bausch. Con il risultato di mettere in ginocchio città come Rochester, New York, fino a qualche anno fa punto di riferimento per giovani ingegneri creativi al punto di essere ribatezzata il "Centro mondiale dell'immagine". E per combattere un declino apparentemente inarrestabile, gli abitanti di Rochester, così come quelli di altre ex città industriali, hanno deciso di dare vita ai "makerspace" o luoghi per produttori. In pratica delle associazioni che affittano, grazie a donazioni, ex spazi industriali per creare delle officine attrezzate di tutto punto con macchinari, ma anche computer e stampanti 3D, in grado di produrre praticamente di tutto, come spiega Wyatt McBain, vice presidente di Rochester Makerspace"Questa è una nazione fondata sull'industrializzazione e sulla capacità di creare e inventare, qualità che stiamo perdendo. Ma a giudicare da come stanno andando i Makerspace penso che le persone stiano ritrovando queste capacità, realizzando che non è necessario comprare qualcosa, ma si può inventare una soluzione fai da te".Un modo insomma per dare sfogo alla fantasia e alla creatività di tanti giovani rimasti senza lavoro, nella speranza che qualcuno abbia i numeri per emergere, magari inventando qualcosa di rivoluzionario. Così come fecero nei loro garage Bill Gates e Steve Jobs, alimentando quel mito del self made man e della patria delle opportunità che ha permesso agli Stati Uniti di superare ogni crisi.(immagini Afp)

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