Siria, i danni collaterali: a rischio l'ospedale dei bambini. Appello per il centro di eccellenza cardiochirurgico di Damasco

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Milano (TMNews) - I bambini sono le principali vittime delle guerre moderne e il caso siriano non fa eccezione. E il conflitto in Siria mette a rischio anche il Centro di cardiochirurgia pediatrica dell'Università di Damasco, unico ospedale d'eccellenza dell'intera area mediorientale, impegnato per una media di 800 interventi l'anno, oggi ridotti a meno di uno al giorno. Per questo l'associazione Bambini cardiopatici nel mondo ha lanciato un appello da Milano, alla presenza del professor Tammam Yousseff, direttore del Centro. "Fra poco - ha spiegato il medico - quando finiamo tutte le nostre scorte, ovviamente non avremo più alternative, se non chiudere il centro".Il che significherebbe condannare molti bambini che soffrono di malattie cardiache. Il professor Alessandro Frigiola, presidente della onlus. "Dopo che si è riusciti a realizzare uno dei centri più belli di tutto il Mediterraneo - ci ha detto - che può salvare migliaia di bambini, vedere che attualmente i bambini muoiono perché il centro non può funzionare a causa della guerra è piuttosto scoraggiante".L'appello, quindi, è per la pace e per la possibilità di inviare scorte e materiali necessari all'ospedale. Anche perché, secondo il professor Tammam, il regime di Assad non opporrebbe obiezioni. "Il governo - ha aggiunto il medico - ha le braccia aperte per qualsiasi contributo e qualsiasi aiuto umanitario".Come si vede, le situazioni sono sempre complesse e sfumate, ma al di là delle posizioni politiche resta il dramma dei bambini malati e della necessità di tentare di salvarne il maggior numero.

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