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    Siria, da diplomazia alla preghiera: offensiva di pace del Papa. Francesco rilancia l'hashtag prayforpeace

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    askanews

    per askanews

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    Roma, (TMNews) - Il grido di pace per la Siria di Papa Francesco è rimasto pressochè inascoltato dai potenti della Terra. Perchè la scottante questione del conflitto siriano non è entrata neanche nel documento finale del G20 di San Pietroburgo. Se il presidente russo Vladimir Putin ha accolto con favore la missiva indirizzata da Bergoglio ai Grandi della Terra, il presidente americano Barack Obama non si allontana dalle sue posizioni e torna con forza sull'ipotesi di un attacco militare in Siria.Ma c'è un'altra carta che Bergoglio intende giocare. È quella della mobilitazione di massa nella giornata di preghiera e digiuno indetta per sabato 7 settembre. Fioccano le adesioni: i movimenti, i gruppi, le associazioni, le parrocchie e tanti nomi celebri partecipano a quella che è già considerata la Giornata del 'no' alla guerra in Siria.L'offensiva di Papa Francesco dunque procede senza sosta e con tutti i mezzi. Con l'hashtag #prayforpeace su Twitter e Facebook ha subito fatto scatenare la Rete. E nel giro di poco, i due cinguettii del Papa battuti nell'arco di un'ora, hanno fatto il giro del mondo. "La pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l'umanità", ha scritto. Poi un nuovo appello ai giovani: "Cari giovani, pregate insieme a me per la pace nel mondo".E chissà che la potenza social di Papa Francesco non riesca a fermare le intenzioni bellicose del Premio Nobel per la Pace, Barack Obama.