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    Il cartellone pubblicitario sulla Cattedrale che divide Palermo. L'iniziativa divide i cittadini, la Curia: è tutto regolare

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    askanews

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    Palermo (TMNews) - Si tinge di giallo la polemica sul gigantesco cartellone pubblicitario comparso sull'impalcatura eretta per i lavori di restauro sulla facciata della Cattedrale di Palermo. La Fastweb, l'azienda pubblicizzata sul cartellone, aveva smentito con un tweet di aver acquistato quello spazio pubblicitario sostenendo di averne ordinato la rimozione. La Curia palermitana, dal canto suo, ha "smentito la smentita". "non c'è alcun motivo per rimuovere la pubblicità - dicono i prelati - perché c'è un regolare contratto in corso con la concessionaria che ha acquistato lo spazio". In pratica non è l'azienda pubblicizzata ad averlo scelto ma la loro concessionaria pubblicitaria. È tutto regolare dunque, anche se quel cartellone continua a dividere cittadini e turisti.Un vecchio detto popolare, particolarmente adatto in questo caso, recita che "senza soldi non si dicono messe". La Soprintendenza fa sapere che i lavori di restauro del portico erano necessari e non più rimandabili ma non c'erano soldi. Per cui, per quanto controversa, è solo grazie a questa iniziativa che si potrà restituire alla comunità siciliana un prezioso patrimonio che rischiava di andare perduto.