Siria, Obama pronto ad attaccare. Ma a decidere sarà il Congresso. Il premier italiano: "Senza l'Onu non possiamo partecipare"

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Washington (TMNews) - Soffiano venti di guerra sulla Siria. Il presidente americano Barack Obama ha detto di essere pronto a dare il via per l'attacco militare. Ma prima di premere il dito sul grilletto ha deciso di sottoporre la scelta al Congresso degli Stati Uniti: "Sono pronto a ordinare l'attacco - ha dichiarato Obama - ma in quanto leader di un Paese democratico chiederò l'autorizzazione ai rappresentanti del popolo americano" In queste ore, dunque, la guerra, prima che sul campo contro il "nemico", si combatte nelle stanze dei bottoni. Un conflitto tra chi, come il presidente francese Hollande preme per dare "un messaggio chiaro ad Assad" e chi, come Vladimir Putin ritiene un attacco alla Siria "insensato"."E' rilevante, invece, la posizione del governo italiano, dell'Italia che insistendo per trovare una soluzione politica e rinviando a ciò che è l'autorità e l'autorevolezza delle Nazioni Unite ricorda a tutti qual è il compito della comunità internazionale": le parole del ministro della Difesa, Mario Mauro hanno fatto da apripista a quelle del premier Enrico Letta."A San Pietroburgo faremo di tutto perché si trovi una soluzione politica al dramma siriano - ha detto - La rapida convocazione di Ginevra 2 è oramai ineludibile. Comprendiamo l'iniziativa di Stati Uniti e Francia, ma senza le Nazioni Unite, noi non possiamo partecipare".E gli ispettori delle Nazioni Unite, intanto, hanno lasciato Damasco, pronti a riferire a Ban Ki Moon i risultati degli accertamenti sul presunto utilizzo di armi chimiche sulla popolazione.(Immagini Afp)

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