Allarme Confindustria Sicilia: mafia torna a puntare sul racket. A Palermo il ricordo di Libero Grassi

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Palermo, (TMNews) - "La preoccupazione di Confindustria è che qualcosa si stia fermando in maniera repentina".L'allarme racket arriva da Palermo dal presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante nel giorno del ricordo di Libero Grassi, l'imprenditore palermitano ucciso nel 1991 per essersi opposto al giogo del pizzo imposto dalla mafia."Notiamo che in tutte le aree della sicilia la mafia sta ripuntando sul settore più redditizio del racket e del pizzo".A dar ragione ai timori di Montante, che ha annunciato a breve un esposto in Procura, sono i numeri. Nel corso dell'ultimo anno, infatti, le estorsioni scoperte nel distretto di Palermo sono state 592, a fronte delle 575 del 2011. Un numero elevato al quale hanno fatto da contraltare una ventina di denunce, segno che il "contagio" dell'insegnamento di Libero Grassi è ancora lontano dal dirsi compiuto. Come ricorda il prefetto Elisabetta Belgiorno."L'imprenditore fu ucciso perchè lasciato solo ma soprattutto perchè ritenuto dalla mafia pericoloso elemento di contagio positivo nei confronti di altri imprenditori contro il pizzo".

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