Spari sulla missione Onu in Siria, governo e ribelli si accusano. Intervento militare forse entro 10 giorni

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Milano (TMNews) - In Siria la missione degli inviati Onu incaricati di verificare l'uso di armi chimiche si annuncia complessa. Una selva di proiettili sparata da alcuni cecchini ha centrato una delle auto del convoglio che stava trasportando gli inviati nel luogo del contestato attacco di Damasco, in cui il governo avrebbe usato gas tossici. Un'intimidazione che non ha provocato alcun ferito, arrivata nonostante le promesse fatte sulla sicurezza dei rappresentanti delle nazioni Unite. I ribelli e i fedeli al presidente Assad si sono immediatamente accusati a vicenda dell'azione che ha costretto il gruppo a rientrare per cambiare veicolo prima di riprendere la missione, fondamentale per il futuro del Paese. La conferma dell'uso di armi chimiche infatti farebbe scattare l'intervento militare degli Stati Uniti e degli alleati."Tutte le opzioni sono aperte - ha detto il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius - la sola opzione che non non intravedo è non fare niente". Fonti di stampa, smentite dalla Casa Bianca, parlano di una decisione entro 48 ore e un attacco entro 10 giorni.(Immagini Afp)

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