L'esodo dei profughi siriani verso l'Iraq: vogliamo un futuro. Dal 15 Agosto in Kurdistan sono arrivati in più di 30mila

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Milano (TMNews) - Un lento ma inesorabile esodo sta svuotando le città siriane nel nord del Paese, abbandonate da migliaia di persone in fuga dalla guerra che cercano rifugio nell'Iraq settentrionale. "Dal 15 Agosto il governo del Kurdistan ha aperto i suoi confini ai rifugiati che arrivano dalla Siria - spiega Erdogan kalkan, dell'agenzia dell'Onu per i rifugiati - Il primo giorno sono arrivate 7mila persone, da allora altre 25mila".Visto l'incredibile afflusso il Kurdistan ha deciso di imporre un limite di 3.000 persone al giorno per riuscire a gestire l'esodo, trasportando man mano tutti nei campi profughi. "La situazione è brutta, vengono lanciati missili. Non c'è pane, non c'è elettricità" dice Mahmud Hussein che spiega così perché in migliaia stanno affrontando un viaggio durissimo, attraverso zone desertiche, con donne e bambini, rischiando di morire disidratati.Arriviamo da Qamishly - dice un altro profugo Biruz Rashing - ci sono voluti tre giorni. Siamo scappati da una vita sotto il fuoco e i proiettili che hanno ucciso migliaia di persone innocenti. Non c'è lavoro, non c'è futuro per i nostri bambini, per questo ce ne siamo andati, per cambiare le nostre vite"(Immagini Afp)

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