Simmoneau, il cuoco francese che ha fatto fortuna a Sochi. Ha un ristorante dal 1998 in città dei prossimi giochi invernali

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Milano, (TMNews) - Come in Francia. E' questo il motto di questo chef d'Oltralpe, Martial Simmoneau, che dal 1998 gestisce un ristorante a Sochi in Russia, il Brigantina. Una scommessa che si è rivelata vincente per questo cuoco che ha puntato sulla città dei prossimi giochi invernali con deciso anticipo.Nel suo menù il Paese d'origine si impone decisamente:"Abbiamo lumache di Bourgogne, cosce di rana, un coq au vin, fatto qui ovviamente, è tutto preparato in questa cucina. E poi ci sono ostriche, aragosta e cozze proprio come in Francia".Ogni settimana i frutti di mare arrivano dal grande mercato di Rungis, alle porte di Parigi. Ma non tutto quello che è francese può essere trasferito qui in Russia. Anche perchè i problemi sono differenti, come quello degli affitti."Possono aumentare del 50-100% i costi di affitto per buttarti fuori, e la stessa cosa vale per gli appartamenti. Non è come in Francia dove fai un cntratto di 3, 6 o 9 anni. Qui è solo da un anno".Nonostante le difficoltà, Martial ha trovato infondate le raccomandazioni dei suoi amici che lo scoraggiavano dal trasferirsi in Russia"Quando sono arrivato nel 1998, la gente mi diceva 'andrai in Russia e ti uccideranno per un dollaro, la mafia è ovunque, ti prenderanno tutto. Cose assolutamente ridicole".A 59 anni questo chef non ha alcuna intenzione di ritirarsi in pensione. Lavora in vista dei giochi olimpici di febbraio. Solo dopo si concederà qualche settimana di vacanze.(Immagini Afp)

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