Caos Egitto, i Fratelli Musulmani non rinunciano alla piazza. Le ragioni dei militari: "Bisognava intervenire". Monito di Obama

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Il Cairo (TMNews) - La strage non ha risolto la situazione. In Egitto, all'indomani degli scontri di piazza che hanno lasciato sul terreno centinaia di morti, migliaia secondo gli islamisti, i sostenitori della Fratellanza Musulmana tornano a manifestare per le vie del Cairo, sfidando la repressione del governo. Da canto loro i militari rivendicano le proprie scelte."Non intervenire - ha spiegato il viceministro degli Esteri Hatem Seif el-Nasr- avrebbe portato la nazione in una vera guerra civile. Era una situazione che andava fermata". Secondo l'esponente del governo le vittime erano inevitabili, ma si è fatto di tutto per ridurre al minimo il loro numero.Una presa di posizione che, date anche le cifre ufficiali sulle vittime, appare in questo momento quantomeno discutibile, e anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha preso posizione per deprecare i massacri e invitare il governo egiziano a tornare al dialogo. Nel Paese, già stremato dalla lunga dittatura di Mubarak e illuso dalla breve parentesi della cosiddetta Primavera araba, in questo momento le macerie sembrano una efficace metafora della situazione di scontro totale che divide le due anime politiche. E la guerra civile che il governo sostiene di aver evitato sembra invece a tutti gli effetti essere già in corso.

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