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    Anche in Gran Bretagna crescono le proteste contro il fracking. La controversa tecnica per l'estrazione del gas di scisto

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    askanews

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    Londra (TMNews) - Crescono le proteste contro il fracking anche in Gran Bretagna. Gruppi di dimostranti si sono riuniti davanti a un sito di trivellazioni a Balcombe, nell'Inghilterra meridionale dove temono venga introdotta l'innovativa e controversa tecnica per l'estrazione del gas naturale.Il "fracking", fratturazione idraulica in buon italiano, consiste nel pompare ad altissima pressione acqua e additivi chimici con la sabbia per fratturare la roccia, liberare il gas e permetterne la risalita in superficie. Gli ambientalisti però insorgono perché oltre a compromettere la stabilità dell'assetto idrogeologico, il fracking porterebbe a un inquinamento delle falde acquifere, a una perdita di metano durante le operazioni di estrazione e a un notevole consumo di acqua.Gli Stati Uniti, grazie a questo metodo, sono diventati i maggiori produttori al mondo di gas naturale che in combustione inquina molto meno del carbone e del petrolio ma per il futuro dell'ambiente si aprono drammatiche incognite.Si tratta di un'opzione irresistibile per chi è in grado di mettere le mani sul shale gas, il preziosissimo gas di scisto, che sta rivoluzionando a livello economico e sociale la mappa geopolitica del mondo, grazie al futuro ridimensionamento di consolidati equilibri, soprattutto mediorientali.Per questo il ministro delle Finanze britannico George Osborne intende dimezzare le tasse sui profitti delle compagnie estrattive che si dedicheranno alla fratturazione idraulica. Con la dichiarata intenzione di creare il regime "più generoso" del mondo a favore delle attività di prospezione ed estrazione dello shale gas, una manna in grado di produrre energia, posti di lavoro e un incremento delle entrate fiscali.A costo di compromettere ambiente e falde acquifere. Tutto sommato, niente di nuovo.(Immagini Afp)