Marea nera in Thailandia, turisti in fuga dal petrolio. Oltre 50mila litri in mare, Greenpeace: stop a trivellazioni

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Koh Samet (TMNews) - Una sabbia finissima ora ricoperta da una massa oleosa e nera, una spiaggia paradisiaca scomparsa sotto 5mila litri di petrolio. Sono queste le condizioni di Ao Phrao, la costa occidentale dell'isola thailandese di Koh Samet, sommersa dalla marea nera fuoriuscita da un oleodotto. Almeno 50mila i litri finiti in mare secondo la compagnia nazionale Ptt Global Chemical, molti di più per gli attivisti di Greenpeace secondo cui i danni peggiori all'ambiente si vedranno più avanti, quando si capiranno gli effetti sulla fauna marina e i coralli. "E' ora di fermare la follia delle estrazioni petrolifere, in Thailandia come nell'Artico", ha detto l'associazione ambientalista. Contestate anche le affermazioni sulla pulizia delle coste da parte della PTT, secondo cui è le operazioni sono state completate all'80%. "Non è vero - dicono gli attivisti - la baia è ancora piena di petrolio".Intanto i turisti fuggono dall'isola di Koph Samet e da quelle circostanti, fra le principali mete vacanziere per stranieri e thailandesi.

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