Brasile, ecco perché senza leader la protesta crescerà. Lo storico Gonçalves: senza risposte gli indignati aumenteranno

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Rio de Janeiro, (TMNews) - Il Brasile è stato sconvolto da manifestazioni spontanee e senza precedenti durante le due settimane della Confederations Cup. Ora che i riflettori sugli stadi di calcio si sono spenti, è cessata anche la protesta. Ma secondo uno storico brasiliano, Rafael Soares Gonçalves, il dissenso è essere destinato a crescere."Il Brasile non conosceva una simile mobilitazione da molto tempo - ha sottolineato - L'indignazione è molto forte e soprattutto è un sentimento che è stato covato per troppi anni"Secondo lo storico la mancanza di un leader e di un colore politico della protesta "potrebbe favorire l'allargamento del numero dei contestatori". "La mobilitazione continuerà, probabilmente con una frequenza minore - ha spiegato Gonçalves - Ma di sicuro entreranno in campo nuovi attori, come i sindacati, capaci di convogliare tutti i lavoratori".Durante la Confederations Cup, milioni di persone sono scese nelle piazze di una ottantina di città. La protesta è partita per il rincaro dei trasporti, ma ha abbracciato un po' tutto il dissenso della gente per un Paese che viaggia a due velocità. La costante crescita della ricchezza non coincide con l'aumento del benessere della maggioranza della popolazione. "Credo che senza riforme sociali il governo dovrà pagare ogni volta il prezzo delle proprie ambizioni - ha concluso Gonçalves. E le occasioni per protestare davanti al mondo non mancheranno: a fine luglio arriva il Papa, poi ci saranno i Mondiali di calcio del 2014. E infine le Olimpiadi di Rio del 2016.(immagini Afp)

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