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    Oltre 2 mln tibetani costretti a trasferirsi in villaggi cinesi. Rapporto Human Rights Watch: l'obiettivo è disgregare comunità

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    askanews

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    Pechino, (TMNews) - Oltre due milioni di tibetani trasferiti negli ultimi sette anni contro la loro volontà nei villaggi socialisti. Centinaia di migliaia di nomadi costretti a forza a una vita sedentaria in case di cemento. E' il quadro che emerge da un rapporto diffuso da Human Rights Watch, secondo il quale i due terzi della popolazione tibetana sono stati coinvolti da questa politica di Pechino per disgregare la comunità e tenerla meglio sotto controllo.Il rapporto della Ong coincide con la notizia dei primi segnali di distensione secondo cui la Cina avrebbe rinunciato a vietare l'esposizione delle foto del Dalai Lama, il leader tibetano che vive in esilio. Una notizia presto smentita però da Pechino.Restano invece i dati di Hrw sul massiccio spostamento di popolazione. Il governo ha deciso di procedere a un'eliminazione quasi totale del nomadismo in Cina entro il 2015. Già l'anno prossimo, secondo la Ong, altre 900 mila persone saranno spostate nei Nuovi villaggi socialisti. Pechino ha trasferito gruppi di funzionari del Partito Comunista in tutti i villaggi della Regione Autonoma del Tibet. La loro missione è vivere e lavorare a stretto contatto con i locali, in modo da identificare meglio potenziali focolai di rivolta.(Immagini Afp)