Michael Chabon, l'altra faccia del grande romanzo americano. Incontro con lo scrittore che presenta "Telegraph Avenue"

Prova il nostro nuovo lettore
askanews

per askanews

878
160 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Milano (TMNews) - Essere un premio Pulitzer e non prendersi troppo sul serio. In qualche modo Michael Chabon, uno dei più importanti scrittori statunitensi, con "Telegraph Avenue" rinnova il mito dell'altra faccia del grande romanzo americano, profondo e debordante come un Thomas Pynchon, ma anche carico di una vitalità e di una leggerezza che oscillano tra la California, le suggestioni di genere e le lezioni americane di Calvino."Mi piace molto il linguaggio - ci ha detto a Milano a proposito della gioia che, secondo molti critici si diffonde dai suoi libri - mi piacciono la sua superficie e i suoi aspetti più divertenti, ma al fondo ho la consapevolezza che il mondo è un luogo spezzato e che sopra di noi aleggiano sempre delle nuvole".Edito da Rizzoli e presentato alla Milanesiana, "Telegraph Avenue" è un'epopea reticente e divertita, che travolge il lettore come una doccia, goccia dopo goccia, dove il linguaggio è l'acqua. E così trama e personaggi si incastrano in una struttura sorprendente."La trama - ha aggiunto Chabon - si muove lungo l'asse orizzontale, i personaggi lungo quello verticale. Se lasci che la trama prenda il controllo i personaggi sembrano marionette, al contrario se spingi troppo sui personaggi e le loro singolarità come lettore io mi sento meno motivato ad andare avanti. Serve un punto di equilibrio".Un equilibrio che Chabon raggiunge seguendo molte suggestioni della cultura popolare e con un piccolo segreto. "In fondo - ha ammesso lo scrittore - il mio scrivere riflette le mie letture. Sono diventato scrittore perché amavo leggere e ho cercato di scrivere libri che mi sarebbe piaciuto leggere".E date le letture onnivore e anticonformiste di Michael Chabon il risultato non poteva che essere pirotecnico.

0 commenti