Lodo Mondadori, una vicenda giudiziaria lunga 25 anni -Scheda. Da guerra di Segrate a ultimo grado giudizio in Cassazione

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Milano, (TMNews) - La "guerra di Segrate". Così è stato definito lo scontro per il controllo della Mondadori tra la Cir di Carlo De Benedetti e la Fininvest di Silvio Berlusconi. Una battaglia iniziata alla fine del 1988, che dopo un anno si è spostata nelle aule giudiziarie.Alla fine del 1988 la casa editrice Mondadori è controllata al 50% dalla AMEF - Arnoldo Mondadori Editore Finanziaria, partecipata dalla Famiglia Formenton (25,75%), la famiglia Mondadori (24,59%), dalla Cir (27,71%) e da Fininvest (8,28%).Il 21 dicembre 1988 la famiglia Formenton e la Cir raggiungono un accordo: Cir sarebbe salita al 52,54% entro il 30 gennaio 1991. Fininvest si oppone. I Formenton un anno dopo cambiano idea e mandano a Cir la disdetta dell'accordo. Il conflitto si sposta nei tribunali.Cir ottiene la nomina di un collegio di tre arbitri: il 20 giugno 1990 il giudizio arbitrale, che passerà alla storia come Lodo Mondadori, respinge la domanda Formenton di risoluzione dell'accordo con Cir.Nel luglio 1990 la famiglia Formenton fa ricorso alla Corte d'Appello di Roma: la sentenza, pubblicata il 24 gennaio 1991, annulla il Lodo Mondadori. Il giudice relatore e estensore è Vittorio Metta.Con la mediazione politica il 29 aprile 1991 arriva l'accordo per la spartizione della casa editrice: a Cir vanno il gruppo Espresso, Repubblica e i giornali locali, alla Mondadori libri, riviste e grafica.Indagando dal 1995 sulle rivelazioni di Stefania Ariosto, compagna di Vittorio Dotti, avvocato di Silvio Berlusconi, i giudici di Milano scoprono flussi di denaro dalla Fininvest ai conti esteri degli avvocati della Fininvest e da questi al giudice Metta.Il dossier è affidato ai pm Ilda Boccassini e Gherardo Colombo: nel 1999 il pool chiede il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, gli avvocati Cesare Previti, Attilio Pacifico e Giovanni Acampora, e il giudice Metta.Nel 2001 la Corte d'Appello rinvia tutti a giudizio tranne Berlusconi: per lui si ipotizza il reato di corruzione semplice, dichiarato prescritto. A ottobre davanti alla quarta sezione del tribunale di Milano si apre il processo per il Lodo Mondadori.Il 29 aprile 2003 il giudice Metta è condannato per corruzione, condanna poi confermata nel febbraio 2007 dalla Corte di Cassazione. La Corte riconosce a Cir il diritto ai danni morali e patrimoniali, da quantificare in sede civile.Il 3 ottobre 2009 il tribunale di Milano, giudice Raimondo Mesiano, emette la sentenza di primo grado che stabilisce che Cir ha diritto al risarcimento da parte di Fininvest di 749.955.611,93 euro per danno patrimoniale da "perdita di chance".La Fininvest ricorre in appello: il processo inizia il 23 febbraio 2010. Il 9 luglio dell'anno dopo arriva la sentenza della Corte d'Appello di Milano, appendice civile del processo penale: il gruppo Fininvest è condannato a pagare 564,2 milioni alla Cir di De Benedetti. I legali di Fininvest fanno ricorso in Cassazione, ultimo e definitivo grado di giudizio.

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