Erbe medicinali e pesticidi: farmacopea cinese in pericolo. Greenpeace: livelli drammaticamente superiori alle norme della Ue

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Pechino (TMNews) - La millenaria farmacopea erboristica della Cina messa a repentaglio dalla proliferazione dei pesticidi. Questo il verdetto di un rapporto di Greenpeace, dal titolo "Erbe cinesi: elisir o cocktail di pesticidi?", secondo cui sono stati raggiunti livelli di concentrazione che in alcuni casi sono diverse centinaia di volte superiori alle norme in vigore nell'Unione europea.Il responsabile della campagna di Greenpeace per un'agricoltura biologica, Jing Wang, accusa: "I risultati dei nostri test mettono in luce tutti i difetti dell'attuale agricoltura industriale, troppo dipendente da prodotti chimici tossici, a discapito della salute e dell'ambiente".Gli ingredienti impiegati dalla medicina cinese tradizionale sono utilizzati da milioni di persone in tutto il mondo e si tratta quindi di un patrimonio da preservare. Perché l'esposizione ai pesticidi può portare a un accumulo di residui tossici nel corpo umano in grado di provocare disturbi cognitivi e disfunzioni ormonali e riproduttive.Greenpeace nei suoi controlli ha rilevato 51 pesticidi diversi su 65 campioni vegetali analizzati mentre 26 contenevano anche pesticidi vietati in Cina. La ricerca segue un altro studio dell'organizzazione ambientalista che in aprile aveva puntato i riflettori sulle enormi quantità di rifiuti inquinanti prodotti dall'industria dei concimi fosfatici di cui la Cina è il primo produttore mondiale. Una produzione più che raddoppiata nel corso dell'ultimo decennio e che ha raggiunto le 20 milioni di tonnellate l'anno.(Immagini Afp)

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