Censis: sì a movida, ma basta vendita-consumo incontrollato alcol. Ordinanze-coprifuoco inutili, fare rispettare le regole esistenti

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Milano (TMNews) - Se si vuole evitare che i centri storici delle città italiane diventino sempre di più dei grandi luna park per la vita notturna è necessario fermare il consumo e la vendita incontrollata di alcolici. Il suggerimento è del Censis che ha studiato il fenomeno della movida a Roma, Milano e Catania, disegnando un quadro di grande interesse degli italiani per la convivialità fuori dal contesto famigliare, ma anche di conflitti intensi tra le esigenze dei 19 milioni di cittadini che frequentano i locali notturni e quelle di che resta a casa.Francesco Maietta, responsabile politiche sociali del Censis: "Nella filiera dell'alcol bisogna ripristinare dei controlli, peraltro previsti dalla legge, restituendo alla movida quel suo essere gioioso e collettivo in cui ci si lega per stare insieme e non, come nella malamovida, solo per consumare alcolici in modo incontrollato".Per il Censis comunque le ordinanze coprifuoco non servono e i sindaci devono invece puntare su politiche che rendano i quartieri del divertimento dei luoghi dove si va a ballare e a bere, ma anche a fare acquisti o a visitare una mostra. "Luoghi multifunzionali, guai a imporre delle monofruizioni dei territori, altrimenti si creano i ghetti". Un obiettivo ambizioso, ma irrinunciabile visto che gli italiani, nonostante la crisi, hanno dimostrato di non essere diventati dei pantofolai.

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