Madre Sofia: bene decreto su staminali, ma Brescia lasciata sola. "Sono stati abbandonati dalla legge i malati come mia figlia"

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Firenze, (TMNews) - "Purtroppo sono stati abbandonati a se stessi gli Spedali civili di Brescia, che attualmente sono il sole ospedale che può far fronte alle cure compassionevoli autorizzate dal tribunale".Il bicchiere è mezzo pieno per Caterina Ceccuti, la madre di Sofia, la bambina di tre anni e mezzo, affetta da leucodistrofia metacromatica, divenuta il simbolo di chi crede nella possibilità di alleviare malattie rare e incurabili con il metodo Stamina. Il decreto annunciato dal ministro Lorenzin è un segnale positivo, ma per Caterina resta l'assillo delle migliaia di persone in lista di attesa agli Spedali Civili di Brescia, al momento unica struttura che lo applica."A quanto mi hanno raccontato alcuni - ha continuato Ceccuti - il paziente che vince il ricorso attualmente non può accedere alle terapie, per colpa delle liste di attesa, prima del 2014 inoltrato".I genitori di Sofia hanno presentato a Palazzo Vecchio a Firenze 'Voa voa', il libro che racconta di come non si sono mai arresi al verdetto comunicato dai medici nel luglio del 2011."Non ci siamo mai arresi a questa idea e al tempo non avevamo nessuna speranza di cura per la bambina quindi abbiamo scritto questa specie di diario che racconta la nostra storia e soprattutto racconta di lei".

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