Assange, un anno da rifugiato: "Ma la mia mente non è confinata". Fondatore di Wikileaks da un anno all'ambasciata Ecuador a Londra

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Londra, (TMNews) - Da un anno l'ambasciata dell'Ecuador a Londra è la casa, l'ufficio e il rifugio di Julian Assange. Qui il fondatore di Wikileaks ha trovato asilo per evitare l'estradizione in Svezia, per un processo con l'accusa di violenza sessuale. E soprattutto per scongiurare il rischio concreto di essere trasferito negli Stati Uniti. Per la diffusione su Internet di migliaia di documenti confidenziali americani lo attendono capi d'accusa che prevedono l'ergastolo."Se mi si chiede delle difficoltà di vivere confinati, ebbene, vi dico che la mia mente non è confinata", ha detto Assange in un'intervista a un anno esatto dall'arrivo all'ambasciata. Il giornalista-hacker australiano ha confessato tuttavia che "le condizioni fisiche sono difficili". Assange si allena ogni giorno per restare in forma e comunque riesce a lavorare anche da confinato."Siamo riusciti a salvaguardare la nostra organizzazione nonostante le evidenti difficoltà - ha spiegato Assange - Le pubblicazioni quotidiane sono in crescita, così come il sostegno politico. Abbiamo il supporto del governo ecuadoriano di Rafael Correa e di tutto il continente latino americano", ha sottolineato. Il ministro degli esteri dell'Ecuador ha affermato che Assange "è pronto a restare altri cinque anni" nella sede diplomatica. I poliziotti britannici presidiano l'ambasciata 24 ore su 24. E sono pronti ad arrestare Assange se dovesse tentare di oltrepassare i confini protetti dell'ambasciata.

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