Incentivi agli sgoccioli e dazi: le dure sfide del fotovoltaico. Cremona, nuovo presidente Anie-Gifi, spiega mercato del solare

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Milano, (TMNews) - Gli incentivi fiscali agli sgoccioli, la mannaia dei dazi sull'importazione dei pannelli cinesi. Per le imprese italiane del fotovoltaico il momento è critico, soprattutto in assenza di un piano energetico nazionale che dia certezze sul futuro. A esprimere preoccupazione è Emilio Cremona, neo presidente del Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, aderente ad Anie Confindustria:"Questo settore sta vivendo una crisi perchè stanno finendo gli incentivi per il fotovoltaico. In questo caso vorremmo riuscire ad arrivare ad avere ancora qualcosa per arrivare alla grid parity".Raggiungere la grid parity significa far pagare l'energia da fonti tradizionali quanto quella da rinnovabili, senza gravare sulle bollette dei cittadini. Un obiettivo difficile da raggiungere, che ora potrebbe subire una nuova battuta d'arresto con l'introduzione dei dazi sui pannelli cinesi da parte della Commissione europea."E' difficile concepire i dazi come un qualcosa di utile per il mercato italiano. Quando diciamo che le celle prodotte in Italia sono solo una quota parte del fabbisogno è evidente che si può creare una distorsione all'interno del mercato stesso".In un Paese dove il fotovoltaico copre il 7% del fabbisogno nazionale e si contano circa 50 aziende produttrici di pannelli fotovoltaici, senza le importazioni è difficile immaginare uno futuro in discesa.

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