Detroit pensa di vendere opere d'arte per ripagare 16 mld debiti. Oltre 60mila pezzi, fra questi capolavori di Van Gogh, Matisse

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Milano, (TMNews) - Vendere il patrimonio artistico per ripagare i debiti. Non è il piano di un ricco mecenate caduto in disgrazia ma di un'intera città, Detroit, oberata da 16 miliardi di dollari di debito e vincolata alla ripresa del settore auto per uscire da una crisi iniziata proprio con il tracollo dei colossi a quattro ruote come GM. In ballo ci sono oltre 60mila opere d'arte con capolavori assoluti come Van Gogh, Matisse, Renoir, e Monet. Il commissario chiamato a gestire l'emergenza, Kevyn Orr, ha chiesto che il patrimonio artistico venga catalogato e valutato in vista di una possibile vendita. Ma a differenza di altre collezioni importanti negli Stati Uniti che non sono alienabili in quanto di proprietà di enti non profit, quella di Detroit è di proprietà del Museo d'Arte, che è una struttura privata, e può quindi essere aggredita dai creditori. A patto però che la città dichiari bancarotta. Una situazione grottesca come spiega il direttore del Museo Graham Beal. "Sarebbe una tragica ironia: il primo museo negli Stati Uniti ad acquistare un Van Gogh nel 1922 e poi dopo 90 anni lo vendiamo?". Scontato quindi ogni tentativo di opposizione da parte del Museo e dei cittadini, ma se Detroit dovesse portare i libri in tribunale nulla sarebbe più al sicuro.

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